A 30 anni dalla "mitica" (e mitizzata) Legge Basaglia, la 180, che nel giro di qualche anno avrebbe "letteralmente" chiuso i manicomi, è' appena stato pubblicato un testo che mette di fronte 2 protagonisti "di quell'epoca": lo psichiatra Giovanni Jervis e Gilberto Corbellini che, se nn erro, si occupa di storia della Medicina alla Sapienza di Roma. Consiglio a tutti, soprattutto a quanti si occupano di filosofia (e quindi nn soltanto, come sarebbe ovvio, agli psichiatri), questo testo, perchè, come è ormai ovvio (forse soprattutto al di fuori dell'Italia), gli studi di filosofia della mente sono quanto di più "all'avanguardia" c'è, al momento, in campo filosofico, riguardando un settore, lo studio della mente, che è al centro delle attenzioni della ricerca scientifica globale.. Solo per rendere l'idea, pensiamo a come i problemi di bio-etica, risentano, fortemente, della "lettura ermeneutica" che si da relativamente all'ontologia dell'uomo (è solo una macchina che elabora informazioni?e' qualcosa di più'). In quest'ottica tutte le scienze "con prefisso psi", tutte quelle che si occupano dei processi cognitivi, dell'intelligenza artificiale, dell'innatismo, etc. dovrebbero destare il massimo dell'attenzione, perchè, lo ripeto, gli studi in questo campo sn quelli sui quali maggiormente sn investite le risorse mondiali. Premesso ciò, informarsi su un movimento che, in Italia, ha segnato il dibattito e l'evoluzione relativa al trattamento dei "sofferenti della mente", mi sembra di particolare importanza. Cosa è la malattia mentale? Patologia o costruzione sociale? Cos'è la follia, divino furore, come per i medievali, o "perdita della ragione", come per la modernità (e, mi sembra di poter dire, di massima, per la post)?? Quale è la libertà dell'individuo "disturbato"? E' giusta la sua reclusione? Come si deve comportare la "politica psichiatrica? Oggi, nn sembrano più essere domande al centro dell'attenzione, ma, in un'ottica di particolare interesse per lo studio della mente, come sopra detto, è mai possibile nn porsi questi interrogativi che sono, soprattutto, filosofici???? Ecco, il movimento dell'anti-psichiatria, al di là delle sue "forzature" ideologiche, nacque, anche per cercare di fornire risposte "diverse" (rispetto a quelle fino ad allora costituenti lo status quo) a queste domande.
-La razionalità negata. Psichiatria e antipsichiatria in Italia, di Corbellini Gilberto; Jervis Giovanni, ed.Bollati Boringhieri, Torino 2008.
http://www.ibs.it/code/9788833919126/corbellini-gilberto/razionalita-negata-psichiatria.html
giovedì 18 settembre 2008
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