<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss'><id>tag:blogger.com,1999:blog-2418012394176287005</id><updated>2009-10-16T23:06:29.795+02:00</updated><title type='text'>la luce della vacuità</title><subtitle type='html'>Filosofia, storia, teologia, narrativa, libri e...l'essere uomo!</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://lucedellavacuita.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2418012394176287005/posts/default'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lucedellavacuita.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><link rel='next' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2418012394176287005/posts/default?start-index=26&amp;max-results=25'/><author><name>pensieri senza pensatore</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00258768761572805345</uri><email>fabio.massimo@infinito.it</email></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>114</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>25</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2418012394176287005.post-6675437340810240690</id><published>2009-03-01T10:52:00.002+01:00</published><updated>2009-03-01T11:24:42.151+01:00</updated><title type='text'>Richard Powers, un'intervista</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_Fzwl2JQbYEM/SapiXTPf03I/AAAAAAAAAJY/koiie-cENKw/s1600-h/richard+powers.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 204px; height: 262px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_Fzwl2JQbYEM/SapiXTPf03I/AAAAAAAAAJY/koiie-cENKw/s320/richard+powers.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5308163263251338098" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Per alcuni il tema è ozioso, per altri dovrebbe essere l'argomento di ogni riflessione che ancora ambisca a definirsi filosofica. Di cosa stiamo parlando??? Della coscienza, ovviamente!!!...Dopo la dissoluzione del soggetto l'ultimo baluardo a cui ci avvinghiamo nel difendere la credenze sostanzialistica del nostro esserci è legato proprio alla coscienza. Cos'è???Come la possiamo definire??? Cosa possiamo leggere ancora di interessante sull'argomento??? Qui, però, non voglio segnalare uno dei tanti saggi che quasi giornalmente vengono pubblicati sul tema e nemmeno un filosofo della mente, un neuro scienziato o un cognitivista ma uno scrittore di narrativa, Richard Powers. Quest'ultimo, americano, è la vera rivelazione di questi ultimi anni di produzione narrativa d'oltreoceano. Il suo mescolare diversi generi letterari con un approccio che è insieme da narratore e da scienziato lascia stupefatti oltre che terribilmente coinvolti con i temi e le vicende narrate.Ogni suo lavoro ha come tema la ricerca di cosa definisca la coscienza di ogni essere umano e la sua stessa umanità. "Sul New York Times Book Review Daniel Mendelsohn ha scritto che i suoi libri sono una specie di «istallazione letteraria nella quale opere d' arte, riflessioni teoriche, plot e subplot, disquisizioni sulla storia intellettuale e letteraria, storie di paesi e aziende» illuminano un tema nascosto. La lettura de Il Fabbricante di eco, uscito in Italia da Mondadori con traduzione di Giovanna Granato conferma questo particolare approccio espressivo, che nasconde il tema della coscienza individuale per analizzarlo attraverso illuminazioni folgoranti. Il romanzo è stato accolto in America da recensioni unanimemente positive (il New York Times lo ha definito «magnifico» e il Washington Post ha parlato di un «formidabile talento»), ma probabilmente l' articolo più lusinghiero è quello apparso sulla New York Review of Books, nel quale Margaret Atwood ha proclamato che «se Powers fosse nato nell' Ottocento sarebbe stato Melville e avrebbe scritto Moby Dick" (la repubblica). Io non posso che presentarlo in attesa di recensire "il Fabbricante di eco" che sto leggendo. Di seguito un'intervista, tratta dal Manifesto, che è un modo di presentare l'autore facendolo parlare di sè, della sua narrativa &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;VALERIA GENNERO INTERVISTA RICHARD POWERS&lt;br /&gt;[Dal quotidiano "Il manifesto" del 15 luglio 2008 col titolo "Richard&lt;br /&gt;Powers. Lo specchio di un trauma collettivo" e il sommario "Incontro con lo&lt;br /&gt;scrittore americano di cui e' appena uscito, per Mondadori, l'ultimo romanzo&lt;br /&gt;intitolato Il fabbricante di eco. La vicenda - che ha inizio subito dopo gli&lt;br /&gt;attacchi alle torri gemelle e si conclude con l'invasione dell'Iraq -&lt;br /&gt;riguarda un uomo colpito da una rara patologia neurologica"]&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Puo' darsi sia stata la complessita' filosofica delle sue opere ad aver&lt;br /&gt;tenuto finora Richard Powers lontano dal grande successo di pubblico. In&lt;br /&gt;compenso i nove romanzi pubblicati a partire dal 1985, anno in cui esordi'&lt;br /&gt;con Tre contadini che vanno a ballare, hanno accumulato riconoscimenti&lt;br /&gt;prestigiosi, il piu' recente dei quali e' il National Book Award ricevuto&lt;br /&gt;nel 2006 per Il fabbricante di eco, appena uscito per Mondadori (pp. 573,&lt;br /&gt;euro 20, trad. di Giovanna Granato). La critica statunitense indica da tempo&lt;br /&gt;Powers come l'erede piu' accreditato e brillante della generazione nata&lt;br /&gt;negli anni '30, quella di Thomas Pynchon, di Philip Roth e soprattutto di&lt;br /&gt;Don DeLillo, cui lo lega un debito intellettuale che Powers non esita a&lt;br /&gt;riconoscere.&lt;br /&gt;Il tentativo di far dialogare la cultura umanistica e quella scientifica&lt;br /&gt;dimostrandone la necessaria, imprescindibile interazione, e' uno dei temi&lt;br /&gt;ricorrenti della produzione narrativa di Powers. In passato i suoi&lt;br /&gt;personaggi si sono trovati coinvolti in controversie su questioni come&lt;br /&gt;l'Intelligenza Artificiale e il test di Turing (Galatea 2.2.), o i&lt;br /&gt;retroscena della scoperta della struttura chimica del Dna (The Gold Bug&lt;br /&gt;Variations). Le ricerche sulla seconda legge della termodinamica di David&lt;br /&gt;Strom, un fisico ebreo tedesco rifugiatosi negli Stati Uniti per sfuggire al&lt;br /&gt;nazismo, erano invece alla base del monumentale Il tempo di una canzone&lt;br /&gt;(2003), in cui Powers rende omaggio all'esempio di Pastorale americana di&lt;br /&gt;Roth e a Underworld di DeLillo, per riscrivere la storia statunitense del&lt;br /&gt;dopoguerra a partire dalle profonde cicatrici impresse dalla violenza&lt;br /&gt;razziale sul corpo della democrazia americana.&lt;br /&gt;Nel Fabbricante di eco Powers sposta la sua attenzione dalla fisica alle&lt;br /&gt;neuroscienze, mentre la collocazione temporale e' saldamente ancorata ai&lt;br /&gt;mesi immediatamente successivi all'attacco dell'11 settembre. Nel febbraio&lt;br /&gt;del 2002 Mark Schluter, un operaio di ventisette anni, rimane coinvolto in&lt;br /&gt;un grave incidente stradale a Kearney, in Nebraska. Quando si risveglia dal&lt;br /&gt;coma Mark e' convinto che sua sorella Karin, che da settimane lo assiste in&lt;br /&gt;ospedale, sia stata sostituita da una sosia. In seguito al trauma il giovane&lt;br /&gt;ha infatti sviluppato un raro disturbo neurologico, la Sindrome di Capgras,&lt;br /&gt;responsabile di generare nei pazienti la convinzione che le persone a cui&lt;br /&gt;sono affettivamente legati siano state rimpiazzate da accuratissime&lt;br /&gt;imitazioni. Dopo alcune settimane Karin, disperata, contatta Gerald Weber,&lt;br /&gt;neurologo di chiara fama e autore di numerosi studi divulgativi di successo&lt;br /&gt;(a cui Powers attribuisce i lineamenti di Oliver Sacks e molte delle&lt;br /&gt;pubblicazioni di V. S. Ramachandran). Weber raggiunge il Nebraska sperando&lt;br /&gt;in un nuovo caso clinico esemplare, ma si trovera' progressivamente&lt;br /&gt;coinvolto in una vicenda piena di lati oscuri, in cui gruppi ecologisti,&lt;br /&gt;speculatori edilizi, giornalisti e misteriosi angeli salvifici danno luogo a&lt;br /&gt;una danza difficile da decifrare, sullo sfondo della migrazione delle gru&lt;br /&gt;canadesi che ogni anno nel cuore dell'inverno fanno tappa nei dintorni di&lt;br /&gt;Kearney, lungo il fiume Platte, dirette verso l'Alaska. Proprio nella storia&lt;br /&gt;delle gru - che apre ogni sezione del romanzo - troviamo un primo indizio&lt;br /&gt;per decifrare gli enigmi del titolo. Ma lasciamo che sia Richard Powers a&lt;br /&gt;guidarci nella lettura del suo libro.&lt;br /&gt;*&lt;br /&gt;- Valeria Gennero: All'inizio del romanzo scopriamo che Fabbricante di eco&lt;br /&gt;(Echo Maker) e' il nome che alcune tribu' indiane assegnavano alle gru in&lt;br /&gt;virtu' della potenza del loro verso. Come mai ha scelto di attribuire a&lt;br /&gt;questi uccelli un ruolo cosi' centrale nel romanzo?&lt;br /&gt;- Richard Powers: In alcune tradizioni le gru sono considerate una specie di&lt;br /&gt;divinita', incaricate di trasportare le anime, proprio a causa del modo in&lt;br /&gt;cui il loro verso sembra rimbombare dal profondo. Il nome indiano ci invita&lt;br /&gt;a riconoscere in questi animali un'eco dell'intelligenza umana e dei&lt;br /&gt;meccanismi della coscienza. Nel corso del romanzo infatti il titolo si&lt;br /&gt;affranca dal riferimento iniziale alle gru per suggerire invece che la&lt;br /&gt;creazione di eco e' alla base dell'attivita' cerebrale, l'eco costante del&lt;br /&gt;mondo che i nostri cervelli creano e in cui noi viviamo.&lt;br /&gt;*&lt;br /&gt;- Valeria Gennero: Il parallelismo tra la coscienza umana e quella animale&lt;br /&gt;e' qualcosa che i personaggi del romanzo arrivano a cogliere gradualmente.&lt;br /&gt;Gerald Weber, lo scienziato, e' quello che fa piu' fatica a riconoscere nel&lt;br /&gt;comportamento delle gru la presenza di un segreto che lo riguarda.&lt;br /&gt;- Richard Powers: Si', e' Karin a mostrarglielo, quando di fronte alle&lt;br /&gt;centinaia di gru confluite sulle rive del fiume gli dice "Lo vedi? Tutto&lt;br /&gt;danza". Ed e' allora che Gerald, fissando lo sguardo in quello di una gru,&lt;br /&gt;si rende conto delle affinita', spesso negate, con le altre forme di vita.&lt;br /&gt;Chiunque abbia mai guardato negli occhi un altro essere senziente e abbia&lt;br /&gt;intravisto la presenza di qualcosa di riconoscibile pur nella sua assoluta&lt;br /&gt;differenza ha gia' provato in parte il senso di straniamento, lo stato di&lt;br /&gt;misidentificazione (o sindrome di Capgras) che costituisce la metafora&lt;br /&gt;centrale del romanzo. Quello che Weber osserva, venendone a sua volta&lt;br /&gt;osservato, e' un altro genere di eco: forme ancestrali di intelligenza che&lt;br /&gt;sono ancora in noi, i fondamenti evolutivi del nostro cervello. Il problema&lt;br /&gt;e' che queste strutture sono seppellite dentro di noi, sommerse da strutture&lt;br /&gt;corticali piu' recenti, di livello "piu' alto", che ci rendono incapaci di&lt;br /&gt;comunicare non solo con gli animali, ma anche con una gran parte di noi&lt;br /&gt;stessi.&lt;br /&gt;*&lt;br /&gt;- Valeria Gennero: Leggendo Il fabbricante di eco si ha l'impressione che&lt;br /&gt;l'identita' non possa essere se non una forma di autoinganno. E' d'accordo?&lt;br /&gt;- Richard Powers: Il problema e' che noi ci consideriamo integri, coerenti e&lt;br /&gt;continui. Pensiamo che l'immagine che ci facciamo del mondo esterno sia&lt;br /&gt;immutabile, attendibile. Ma non siamo gli stessi neppure da un momento&lt;br /&gt;all'altro, da un avvenimento a quello successivo. Ogni contatto ci cambia.&lt;br /&gt;Mettiamo in scena noi stessi in modo diverso ogni volta che incontriamo&lt;br /&gt;qualcuno. La neuroscienza contemporanea ci spiega che il cervello e' un&lt;br /&gt;parlamento rumoroso e caotico, in cui si fronteggiano senza pausa centinaia&lt;br /&gt;di sottosistemi neurali. Il lavoro della coscienza e' quello di creare, da&lt;br /&gt;quel baccano scoordinato, un'illusione di continuita' e solidita'. Il se' e'&lt;br /&gt;un'improvvisazione sempre fluida. Un'interruzione tra due sottosistemi&lt;br /&gt;cerebrali puo' rovesciare l'intera costruzione della realta': le persone&lt;br /&gt;perdono la capacita' di identificare oggetti familiari. Non riescono piu' a&lt;br /&gt;individuare la differenza tra due volti, non sanno se le mele sono piu'&lt;br /&gt;grandi o piu' piccole di un pallone. In alcuni casi negano che il loro&lt;br /&gt;braccio sinistro gli appartenga, in altri sviluppano la convinzione che le&lt;br /&gt;loro case siano state sostituite da copie perfette. Certi pazienti credono&lt;br /&gt;di essere ciechi mentre non lo sono, oppure al contrario non ammettono una&lt;br /&gt;cecita' conclamata. Tuttavia, anche senza che siano presenti delle patologie&lt;br /&gt;cerebrali, ognuno di noi sperimenta in forma lieve sindromi analoghe come&lt;br /&gt;parte del funzionamento regolare della coscienza.&lt;br /&gt;*&lt;br /&gt;- Valeria Gennero: Ma esiste, secondo l'idea che ha derivato dalle sue&lt;br /&gt;letture, la possibilita' di pacificare questo parlamento rissoso? E'&lt;br /&gt;possibile individuare dei punti fermi, dei valori di riferimento?&lt;br /&gt;- Richard Powers: In un certo senso si'. Se, come dicevo, i nostri se' sono&lt;br /&gt;in parte il prodotto di un'interazione che ci vede protagonisti insieme agli&lt;br /&gt;altri e per mezzo degli altri, allora forse e' solo attraverso la coesione&lt;br /&gt;sociale e il contatto che noi siamo messi in condizione di creare triangoli&lt;br /&gt;e dunque di stabilizzare provvisoriamente il nostro Io nel flusso&lt;br /&gt;ininterrotto delle narrazioni. Detto in modo piu' romantico:&lt;br /&gt;l'interdipendenza umana e l'amore ci richiamano ai se' che non smettiamo mai&lt;br /&gt;di perdere.&lt;br /&gt;*&lt;br /&gt;- Valeria Gennero: I tre protagonisti pero' con il passare dei mesi sembrano&lt;br /&gt;sempre piu' convinti che non sia in effetti possibile entrare in contatto&lt;br /&gt;con gli altri esseri umani. Alla fine abbiamo l'impressione che la distanza&lt;br /&gt;tra la patologia di Mark e la "normalita'" di Karin e Weber sia come&lt;br /&gt;cancellata, e che ognuno si ritrovi imprigionato nella propria gabbia&lt;br /&gt;percettiva.&lt;br /&gt;- Richard Powers: Tutti i personaggi scoprono che ogni narrazione del se' e'&lt;br /&gt;una finzione, si accorgono di essere rinchiusi nelle loro camere d'eco&lt;br /&gt;interiori. Eppure qualcosa e' cambiato, si sono trasformati a vicenda. Hanno&lt;br /&gt;rinunciato al loro senso di continuita' e di integrita' personale per&lt;br /&gt;abbracciare invece questo flusso ininterrotto di negoziazioni che avvengono&lt;br /&gt;non solo dentro ognuno di loro ma anche tra di loro. Noi non siamo quello&lt;br /&gt;che pensiamo di essere, e non possiamo sapere che cosa significa essere&lt;br /&gt;intrappolati nella stanza chiusa della coscienza altrui. Eppure proprio&lt;br /&gt;questo rovesciamento di prospettiva e' il punto di partenza per dare senso&lt;br /&gt;alle cose che facciamo. C'e' una vecchia barzelletta americana in cui&lt;br /&gt;qualcuno racconta a un amico: "Mio fratello e' pazzo, pensa di essere una&lt;br /&gt;gallina". L'amico gli risponde: "Perche' non lo porti da uno psichiatra?",&lt;br /&gt;al che il narratore risponde: "Non posso, altrimenti poi le uova chi me le&lt;br /&gt;fa?".&lt;br /&gt;*&lt;br /&gt;- Valeria Gennero: Quella personale non e' pero' l'unica configurazione&lt;br /&gt;identitaria ad apparire in crisi. In un'intervista lei ha raccontato come&lt;br /&gt;sia diventato difficile, dopo il Patriot Act e Abu Ghraib e Guantanamo,&lt;br /&gt;riconoscersi in un'America sempre piu' difficile da conciliare con l'idea di&lt;br /&gt;democrazia.&lt;br /&gt;- Richard Powers: Non e' un caso che la vicenda narrata nel Fabbricante di&lt;br /&gt;eco abbia inizio subito dopo gli attacchi alle torri gemelle e si concluda&lt;br /&gt;con l'invasione dell'Iraq. La storia della sindrome da misidentificazione di&lt;br /&gt;Mark Schluter diventa, se non proprio una metafora di questa lunga fase di&lt;br /&gt;defamiliarizzazione della sfera pubblica statunitense, almeno un suo&lt;br /&gt;riflesso: un esempio di quanto sia facile persino per la coerenza narrativa&lt;br /&gt;di un'identita' pubblica e condivisa - religiosa, familiare, nazionale -&lt;br /&gt;ritrovarsi in mille pezzi. Cosi' come accade a molti di coloro che si&lt;br /&gt;trovano oggi a vivere negli Stati Uniti, tutti i personaggi del romanzo&lt;br /&gt;provano quotidianamente un forte senso di disorientamento politico. E' un&lt;br /&gt;po' come quando Mark dice: "questa donna assomiglia a mia sorella, parla&lt;br /&gt;come mia sorella, si muove come lei, eppure io non sento nulla per lei":&lt;br /&gt;l'assenza di emozioni porta Mark a credere che Karin sia in realta' una&lt;br /&gt;simulatrice, coinvolta in un complotto ai suoi danni. Allo stesso modo,&lt;br /&gt;vivere nell'America di Bush spesso mi fa venire in mente i sintomi del&lt;br /&gt;Capgras: "questo sembra il mio paese, parla come il mio paese, si comporta&lt;br /&gt;come se fosse il mio paese eppure e' un posto che non riesco piu' a&lt;br /&gt;riconoscere. Non puo' che trattarsi di un'impostura, dev'esserci stata una&lt;br /&gt;sostituzione". Gli Stati Uniti sembrano oggi, a giudicare dalle loro azioni&lt;br /&gt;unilaterali all'estero, vittime di un autoinganno persistente che li ha&lt;br /&gt;separati dalla famiglia delle nazioni. In questo senso il libro e' anche&lt;br /&gt;l'esplorazione di una derealizzazione collettiva. La mia speranza e' che il&lt;br /&gt;commento di Luria che ho scelto come epigrafe del romanzo "Per trovare&lt;br /&gt;l'anima e' necessario perderla" - sia valido, oltre che per l'identita'&lt;br /&gt;personale, anche per quella nazionale. E che l'America sia finalmente sul&lt;br /&gt;punto di intraprendere il lungo e difficile cammino per ritrovare la propria&lt;br /&gt;anima.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2418012394176287005-6675437340810240690?l=lucedellavacuita.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lucedellavacuita.blogspot.com/feeds/6675437340810240690/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=2418012394176287005&amp;postID=6675437340810240690' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2418012394176287005/posts/default/6675437340810240690'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2418012394176287005/posts/default/6675437340810240690'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lucedellavacuita.blogspot.com/2009/03/richard-powers-unintervista.html' title='Richard Powers, un&apos;intervista'/><author><name>pensieri senza pensatore</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00258768761572805345</uri><email>fabio.massimo@infinito.it</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='05805179714151771057'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_Fzwl2JQbYEM/SapiXTPf03I/AAAAAAAAAJY/koiie-cENKw/s72-c/richard+powers.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2418012394176287005.post-3586329396113829688</id><published>2009-01-22T18:22:00.003+01:00</published><updated>2009-01-22T18:40:57.693+01:00</updated><title type='text'>Che cos'è la storia???la risposta di Paul Ginsborg</title><content type='html'>&lt;strong&gt;...&lt;em&gt;che cos'è il metodo storico? Il metodo storico è una tensione fra una strategia di racconto e la documentazione disponibile allo storico...&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il dibattito riguardante la natura epistemologica della storiografia è quanto mai vivo.E' un genere letterario al pari della letteratura?Ha qualche pretesa di scientificità (volendo con ciò significare che può pretendere qualche risultato veritativo)? La questione ha avuto un'impennata, ormai qualche anno fa, a seguito della pubblicazione di metahistory di Hayden White, uno storico che in questa opera sostiene che la storiografia è una forma di retorica, quindi un genere persuasivo, molto simile alla letteratura.Recentemente a queste tesi si è opposto tra gli altri carlo Ginzburg che ha parlato di retorica con prova (ma discuterò in seguito del volume in cui sviluppa tali tesi).Di seguito propongo il link ad un'intervista rilasciata da Paul GInsborg davanti ad una classe di liceo.Il tema è la natura del racconto storico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;http://www.emsf.rai.it/grillo/trasmissioni.asp?d=343&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2418012394176287005-3586329396113829688?l=lucedellavacuita.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lucedellavacuita.blogspot.com/feeds/3586329396113829688/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=2418012394176287005&amp;postID=3586329396113829688' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2418012394176287005/posts/default/3586329396113829688'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2418012394176287005/posts/default/3586329396113829688'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lucedellavacuita.blogspot.com/2009/01/che-cos-la-storiala-risposta-di-paul.html' title='Che cos&apos;è la storia???la risposta di Paul Ginsborg'/><author><name>pensieri senza pensatore</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00258768761572805345</uri><email>fabio.massimo@infinito.it</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='05805179714151771057'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2418012394176287005.post-242865518912070394</id><published>2009-01-17T11:13:00.002+01:00</published><updated>2009-01-17T11:46:17.573+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;L'abitudine ci nasconde il vero aspetto delle cose&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;                                                     M.de Montaigne&lt;br /&gt;Sinceramente nn credo che ci sia qualcuno che, con una seppur minima cognizione di filosofia novecentesca, non "storcerebbe" il naso (e anche qualcos'altro)davanti all'affermazione di Montaigne, per lo meno leggendo il termine "vero". Come ormai ben sappiamo, quest'epoca neo-scettica, ha messo (o per lo meno crede di) una solida pietra tombale su quel principio primo che, forse più di tutti, ha guidato e condizionato l'esperienza linguistica del mondo di noi occidentali:la verità. Bene, qualche riflessione. Indubbiamente, al di là delle più diverse teorizzazioni, il concetto che sta dietro il termine V.(verità) nn è morto, almeno nella quotidiana organizzazione che si da la nostra società. E' vero che hai contratto un mutuo?? E' falso che l'abbassamento del tasso di interesse variabile condizionerà la rata di questo mese? é vero che se non ti diplomi entro fine mese non avrai diritto all'ingresso nelle graduatorie? E' vero...??.Questi esempi servono a tenerci bene in mente come la V. sia uno dei termini verso cui tendono la maggior parte delle nostre discussioni ordinarie. Detto questo, che esprime il bisogno di V. della nostra quotidina esistenza, dobbiamo anche considerare quella consapevolezza, più o meno meditata, che si va facendo largo nella società post-moderna:la V.nn esiste...almeno è quanto ci ripete buona parte della filosofia continentale novecentesca...e allora??? Credo che lo iato tra i due aspetti della vicenda riguardi il carattere ineliminabile della configurazione linguistica del nostro esperire la realtà; questo carattere necessità di alcuni a-priori (la V. è uno di questi) che regolano e organizzano le modalità attraverso le quali si svolge quello che con Wittgenstein potremmo chiamare un gioco, il gioco del nostro stare al mondo. Detto questo, però, nn dobbiamo dimenticare che una delle caratteristiche (forse la caratteristica) del nostro sistema cerebrale, come in questi giorni i lettori italiani possono evincere da "Anelli dell'Io..." di Hofstadter (che presto recensirò), è il suo carattere ricorsivo, quindi la sua capacità di volgere su se stesso il suo sguardo. In realtà  ciò che non esiste è l'Io come sostanza (per questo ricorre in questi blog il termine &lt;strong&gt;&lt;em&gt;vacuità&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;,esso è semplicemente un prodotto inevitabile ("emergente") di avere una coscienza sufficientemente complessa da potersi osservare, proprio come l'aritmetica è sufficientemente complessa da poter definire (una struttura isomorfica a) sé stessa al suo interno. Gli "strani anelli" sono proprio questi: strutture che si rivolgono dentro sé stesse a un livello sempre ulteriore.Definito ciò credo si possa discutere, e accettare il concetto di Verità, pur nella consapevolezza del suo essere un principio primo imperfetto, una vacuità necessaria al nostro esperire il mondo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2418012394176287005-242865518912070394?l=lucedellavacuita.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lucedellavacuita.blogspot.com/feeds/242865518912070394/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=2418012394176287005&amp;postID=242865518912070394' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2418012394176287005/posts/default/242865518912070394'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2418012394176287005/posts/default/242865518912070394'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lucedellavacuita.blogspot.com/2009/01/labitudine-ci-nasconde-il-vero-aspetto.html' title=''/><author><name>pensieri senza pensatore</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00258768761572805345</uri><email>fabio.massimo@infinito.it</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='05805179714151771057'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2418012394176287005.post-4071233359794867689</id><published>2009-01-03T20:28:00.003+01:00</published><updated>2009-01-03T20:35:16.874+01:00</updated><title type='text'>Differenti vacuità</title><content type='html'>Inizio a presentare un blog, quello segnalato e raggiungibile dal link qui accanto, che si affiancherà a "la luce della Vacuità". Si tratterà di un immenso contenitore teso alla presentazione della realtà che ci circonda...quindi libri, ovviamente, in quanto sn le finestre prime sulla ns realtà, ma anche interventi di denuncia, di critica politica, di Critica ontologica dell'attualità, come voleva il ns Foucault, al fine di mettere in discussione l'ovvio. Si parlerà poi di teologia e di critica biblica, troppo dimenticata tra gli ordini dei discorsi in voga...ancora nn mancherà la musica, il cinema, la narrativa, la letteratura,la psicologia, le religioni, e...altro ancora!!!!Il fine è quello di offrire uno spaccato in divenire, magari nn eccessivamente ovvio, della realtà che ci circonda. Sempre con la consapevolezza che nulla è ma che tutto è vacuità...spero seguirete anche questo spazio come avete seguito "la luce della vacuità".&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2418012394176287005-4071233359794867689?l=lucedellavacuita.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lucedellavacuita.blogspot.com/feeds/4071233359794867689/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=2418012394176287005&amp;postID=4071233359794867689' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2418012394176287005/posts/default/4071233359794867689'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2418012394176287005/posts/default/4071233359794867689'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lucedellavacuita.blogspot.com/2009/01/differenti-vacuit.html' title='Differenti vacuità'/><author><name>pensieri senza pensatore</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00258768761572805345</uri><email>fabio.massimo@infinito.it</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='05805179714151771057'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2418012394176287005.post-3738940742346011967</id><published>2009-01-03T20:21:00.003+01:00</published><updated>2009-01-03T20:27:37.966+01:00</updated><title type='text'>Patrick Fogli</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_Fzwl2JQbYEM/SV-8HmG48VI/AAAAAAAAAJA/8oGMyeF_avQ/s1600-h/patrick+fogli.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 80px; height: 80px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_Fzwl2JQbYEM/SV-8HmG48VI/AAAAAAAAAJA/8oGMyeF_avQ/s320/patrick+fogli.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5287151326230802770" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La presentazione che segue questo mio intervento è tratta da Griselda Online, un interessante portale di letteratura. Utilizzo l'articolo per presentare uno degli scrittori, emergenti, più interessanti d'Italia, almeno a mio giudizio.Dei libri ne parlerò in seguito, per adesso, per l'appunto, vorrei segnalarvi lui...(altro che "solitudine dei numeri primi"...)&lt;br /&gt;&lt;em&gt;"Patrick Fogli, bolognese, classe 1971, con soli due romanzi si è imposto all’attenzione di pubblico e critica come uno dei giovani autori più interessanti nel panorama del genere noir. Storie dure e complesse, personaggi alla perenne ricerca di se stessi, atmosfere più malinconiche che cupe, dentro una scrittura dalle ampie volute, sensuosa, leggibilissima.&lt;br /&gt;La lunghezza non lo spaventa: 445 pagine il romanzo d’esordio, Lentamente prima di morire, 572 il secondo, L’ultima estate d’innocenza. Forse è anche per questo, per la voracità inclusiva delle sue trame, dove tuttavia nulla appare superfluo, che un critico esigentissimo come Giovanni Pacchiano ha dimostrato di apprezzarlo incondizionatamente, usando aggettivi per niente parziali come “mitico” o “immenso”.&lt;br /&gt;Viene da pensare a James Ellroy, a David Peace, scrittori bulimici abituati ad affondare le loro vicende dentro metropoli disperate, dove l’oscuro legame tra bene e male, e insieme la stoffa dei personaggi, giustifica il numero cospicuo di pagine.&lt;br /&gt;Invece le storie di Fogli sono ambientate a Bologna, ormai sfondo privilegiato per un buon numero di romanzi polizieschi (si pensi a Loriano Macchiavelli o a Carlo Lucarelli"&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2418012394176287005-3738940742346011967?l=lucedellavacuita.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lucedellavacuita.blogspot.com/feeds/3738940742346011967/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=2418012394176287005&amp;postID=3738940742346011967' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2418012394176287005/posts/default/3738940742346011967'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2418012394176287005/posts/default/3738940742346011967'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lucedellavacuita.blogspot.com/2009/01/patrick-fogli.html' title='Patrick Fogli'/><author><name>pensieri senza pensatore</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00258768761572805345</uri><email>fabio.massimo@infinito.it</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='05805179714151771057'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_Fzwl2JQbYEM/SV-8HmG48VI/AAAAAAAAAJA/8oGMyeF_avQ/s72-c/patrick+fogli.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2418012394176287005.post-6053153976349928928</id><published>2008-12-30T17:47:00.003+01:00</published><updated>2008-12-30T18:02:56.564+01:00</updated><title type='text'>Il prof.va al congresso di D.Lodge</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_Fzwl2JQbYEM/SVpQ4-OfFDI/AAAAAAAAAI4/orTdJRot2fs/s1600-h/david+Lodge.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 140px; height: 149px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_Fzwl2JQbYEM/SVpQ4-OfFDI/AAAAAAAAAI4/orTdJRot2fs/s320/david+Lodge.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5285626052379350066" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Umberto Eco ne ha fatto una presentazione a dir poco lusinghiera...ne parla come di un classico. Qual è il soggetto direte voi??? Sto parlando del romanzo "il Prof.va al congresso" di David Lodge. DEll'autore ne riparlerò, adesso il romanzo!!!Ecco qualche cenno sulla trama...innanzitutto c'è la vita accademica, si, si l'universo universitario visto, però, dall'ottica dei docenti...a dir la verità qui si discute di docenti piuttosto affermati nell'ambito della critica letteraria.Si discute di strutturalismo, post-strutturalismo, Yeats, Shakespeare, hazlitt, Derrida...direte:dove sta la grandiosità dell'opera????Sta nell'ironia con cui viene presentato questo mondo, allorquando si riunisce per i congressi che continuamente scandiscono la vita dei docenti. Lo humor è quello inglese, quindi è probabile che noi italiani nn ci troveremo a sghignazzare come davanti a uno dei Fantozzi ma, credetemi, si ride di gusto...il romanzo si articola seguendo le vicende di alcuni prof. che tra un discorso sul testualismo e una chiacchiera sulla metonimia pensano, soprattutto, a correr (letteralmente)dietro alle donne, alla loro virtù...alla fine resta una consapevolezza, anche le menti più elevate di questo globo, sn sempre &lt;em&gt;animali&lt;/em&gt; razionali...&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2418012394176287005-6053153976349928928?l=lucedellavacuita.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lucedellavacuita.blogspot.com/feeds/6053153976349928928/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=2418012394176287005&amp;postID=6053153976349928928' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2418012394176287005/posts/default/6053153976349928928'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2418012394176287005/posts/default/6053153976349928928'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lucedellavacuita.blogspot.com/2008/12/il-profva-al-congresso-di-dlodge.html' title='Il prof.va al congresso di D.Lodge'/><author><name>pensieri senza pensatore</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00258768761572805345</uri><email>fabio.massimo@infinito.it</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='05805179714151771057'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_Fzwl2JQbYEM/SVpQ4-OfFDI/AAAAAAAAAI4/orTdJRot2fs/s72-c/david+Lodge.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2418012394176287005.post-7652503360050181705</id><published>2008-12-29T20:05:00.002+01:00</published><updated>2008-12-29T20:07:55.351+01:00</updated><title type='text'>pensiero e ragionamento di Johnson Laird</title><content type='html'>Allego di seguito un articolo tratto dal Corriere della Sera su Johnson laird, uno dei più importanti scienziati cognitivi in circolazione, l'autore della teoria dei "Modelli Mentali".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Incontro con Nicholas Johnson-Laird di Princeton considerato un «maestro del pensiero»&lt;br /&gt;«Ecco, vi insegno a ragionare»&lt;br /&gt;I modelli mentali che ci aiutano a decidere tra vero e falso Impressione «Spesso ci si ferma davanti ad una soluzione perché sembra la più verosimile»&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Stella di prima grandezza nel firmamento della psicologia del ragionamento, Philip Nicholas Johnson-Laird (Phil per gli amici) è attualmente professore all' Università di Princeton, ma inglese per nascita, per formazione, per carriera, e soprattutto per quel suo stile elegante, compassato e insieme cordiale. Con l' Italia ha legami accademici e personali antichi e robusti, parla la nostra lingua correntemente, ci visita almeno un paio di volte all' anno e ha pubblicato più lavori scientifici su riviste scientifiche internazionali con colleghi italiani che non con tutti i suoi collaboratori di altri Paesi messi insieme. Ad esempio, con Amelia Gangemi (Cagliari) e Francesco Mancini (Roma) Phil ha di recente pubblicato su Psychological Review un importante lavoro che dimostra come le persone che hanno una tendenza alla patologia mentale - depressione o ossessione - ragionano meglio e non peggio delle persone normali, almeno quando ragionano sui temi su cui sono, purtroppo, esperti come, ad esempio, la colpa o la paura. In un' intervista in esclusiva Phil aggiunge: «Va a farsi benedire, quindi, la teoria di Aaron Beck (noto psichiatra americano) secondo la quale causa delle nevrosi sarebbe un difetto nel ragionare». La fama di Johnson-Laird riposa soprattutto sulla sua teoria dei modelli mentali. Il suo classico libro dal titolo omonimo (edizione italiana Il Mulino 1988) esiste in numerose traduzioni in varie lingue. Mi è capitato di sentir usare l' espressione «modelli mentali» perfino in riunioni di dirigenti di industria. Che cosa sono questi modelli mentali? Basti un semplice esempio (che Phil ha escogitato, tra tanti, insieme al suo collega informatico Sabien Favary): Consideriamo una mano di carte che noi non possiamo vedere, ma sappiamo con certezza che una delle due seguenti affermazioni è vera, mentre l' altra è falsa: (1) Se c' è un re, allora c' è anche un asso. (2) Se non c' è un re, allora c' è un asso. La maggioranza dei soggetti così testati conclude che c' è un asso. Strano, perché, ragionando a dovere, se la prima affermazione è falsa, allora c' è un re, ma non un asso. Se la seconda è falsa, allora non c' è nè un re, nè un asso. La maggioranza sbaglia, quindi. Ma gli psicologi del ragionamento non sono qui per bocciare, nè per dare premi ai più intelligenti, vogliono, piuttosto, spiegare perché la maggioranza sbaglia. Ebbene, quando ragioniamo, nella nostra mente si crea spontaneamente, appunto, un modello. Nel nostro modello vengono rappresentate solo le possibilità che rendono le premesse vere, non quelle che le rendono false. Rappresentate solo quelle possibilità (cioè la presenza di un re con un asso, e l' assenza di un re con un asso), contrariamente a quanto precisa il testo, ne concludiamo che c' è un asso. In altre parole, nella nostra mente, non ci sono autostrade dirette per i contro-esempi, le negazioni e le falsità. Si passa sempre per la strada di ciò che è vero, o perlomeno potrebbe essere vero. E troppo spesso ci si ferma lì. Infatti, per nostra natura, riteniamo che un solo modello mentale sia meglio di due, due meglio di tre e così via. Quindi, economia mentale ed errore, spesso, ma non sempre, vanno di pari passo. A parte le innumerevoli onorificenze chiedo a Phil di presentarsi nella sua essenza di studioso: «Da studente (ma ho iniziato tardi, quasi trentenne, dopo aver fatto un po' di tutto, compreso il contabile nei cantieri edili e il pianista jazz) studiavo psicologia e filosofia, ma la mia vera formazione avveniva durante i week-end, quando leggevo i testi di Bertrand Russell, e partecipavo a manifestazioni pacifiste, guidate da Russell, per il bando delle armi nucleari. In quanto studioso della psicologia del ragionamento, cerco di integrare esperimenti, teoria e simulazioni su calcolatore». Potrebbe, in termini semplicissimi, spiegarci cosa sono i modelli mentali? «Quando ragioniamo, ci rappresentiamo le possibilità e costruiamo un modello di com' è il mondo, un po' come un architetto si rappresenta mentalmente il futuro edificio. Rappresentiamo l' insieme, ma non i dettagli. Ciò che omettiamo spiega molti dei nostri errori di ragionamento. Il fattore più frequente e più importante che causa errori è il non considerare alcune possibilità». E aggiunge: «Come e' stato per la guerra in Irak». Il Mulino ha appena pubblicato la traduzione italiana del suo recente libro «How we reason» (titolo italiano «Pensiero e Ragionamento»). Chiedo a Phil di riassumere le novità che il libro contiene: «Sono applicazioni della teoria dei modelli mentali alle emozioni, le credenze, le malattie mentali e svariati tipi di ragionamento nella vita ordinaria. Per finire, gli chiedo quale rovello mentale, quale curiosità profonda lo abbia sospinto costantemente nelle sue ricerche: «Fino da quando ero studente volevo svelare il mistero del pensiero, di come noi pensiamo. Allora ne sapevamo ancora meno, nessuno insegnava corsi sul ragionamento. Ma resta per me ancora misterioso cosa mi abbia sospinto verso questo mistero.» * * * Alla prova Il test dei cinque cappelli Ci sono tre sventurati, sulla testa di ciascuno dei quali poniamo un cappello: o bianco o nero. In questo gioco, esistono solo tre cappelli bianchi e due neri. Nessuno dei tre può vedere di che colore sia il proprio cappello, ma ciascuno deve ragionare giusto, pena la morte. I tre sono in uno strettissimo corridoio, in fila indiana, e non possono voltarsi. Possono solo dichiarare il colore del proprio cappello, se lo hanno indovinato, o dichiarare onestamente «non lo so». Niente altro. La prima persona, chiamiamola A, vede il colore dei cappelli degli altri due. La seconda, chiamiamola B vede solo il colore del capello della terza (chiamiamola C). C non vede nessun cappello. A dichiara «non lo so». B, che ha udito la dichiarazione di A, dice anche lui: «non lo so». C ha sentito le dichiarazioni di entrambi. Cosa dirà C? Soluzione C concluderà correttamente che il proprio cappello è bianco. Perché? A ha dichiarato: «non lo so», quindi non può aver visto due cappelli neri, in quanto avrebbe, altrimenti, dichiarato «lo so, il mio cappello è bianco». (Ricordiamoci che ci possono essere solo, al massimo, due cappelli neri) B ha sentito la dichiarazione di A, e conclude che A può solo aver visto una delle tre seguenti possibilità: bianco bianco, nero bianco, bianco nero. B vede il colore del cappello di C, ma questo non lo aiuta a indovinare il colore del proprio cappello, quindi dichiara anche lui «non lo so» C ha sentito queste due dichiarazioni, quindi conclude (come B) che A non può aver visto due cappelli neri. Ma anche B ha dichiarato di non sapere di che colore è il proprio cappello. Quindi non può aver visto su C un cappello nero, in quanto, se lo avesse visto, avrebbe concluso, giustamente, che il proprio cappello è bianco. Quindi il colore del cappello di C è bianco.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Piattelli Palmarini Massimo&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2418012394176287005-7652503360050181705?l=lucedellavacuita.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lucedellavacuita.blogspot.com/feeds/7652503360050181705/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=2418012394176287005&amp;postID=7652503360050181705' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2418012394176287005/posts/default/7652503360050181705'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2418012394176287005/posts/default/7652503360050181705'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lucedellavacuita.blogspot.com/2008/12/pensiero-e-ragionamento-di-johnson.html' title='pensiero e ragionamento di Johnson Laird'/><author><name>pensieri senza pensatore</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00258768761572805345</uri><email>fabio.massimo@infinito.it</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='05805179714151771057'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2418012394176287005.post-9143430165174208445</id><published>2008-12-26T20:15:00.002+01:00</published><updated>2008-12-26T20:37:21.803+01:00</updated><title type='text'>Delitti sotto la cenere di N.Gelb</title><content type='html'>&lt;a href="http://giotto.ibs.it/cop/copj13.asp?f=9788820046118"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 306px;" src="http://giotto.ibs.it/cop/copj13.asp?f=9788820046118" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Nathan Gelb è un quarantaseienne nato a CHicago da una famiglia di librai originari di Dresda. E' un autore di gialli storici ambientati nel 700 partenopeo.La sua prima opera, il "quadro dei delitti" mostrava in azione un "nuovo" detective, il Principe di Sansevero, impegnato a risolvere l'enigma celato dietro alcuni omicidi aventi come sfondo Roma e la Bretagna al tempo di Luigi XV. Niente di nuovo, vista l'epoca di chiara inflazione del genere storico-enigmatico, a parte che GElb ci sa davvero fare!!!! Le sue opere sono ricotruite storicamente in maniera ineccepibile e anche gli intrecci e l'andamento narrativo risultano alquanto convincenti. E' appena stato pubblicato, dalla Sperling Kupfer, il secondo romanzo, "Delitti sotto la cenere",in cui il Principe è chiamato a risolvere l'intricato giallo seguente un omicidio avvenuto all'interno di un tempio massonico, quello all'interno della residenza del Sansevero stesso. Il delitto, che in verità è un duplice omicidio, è reso particolare del ritrovamento di un granchio sul luogo del delitto...Cosa c'è dietro?Un tentativo di incastrare il principe? E l'auto-combustione cosa c'entra?...nn aggiungo nulla, spero soltanto di aver incuriosito il lettore spingendolo verso un romanzo di sicura qualità e di certo divertimento.  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nathan Gelb, &lt;em&gt;Delitti sotto la cenere. Un nuovo caso per il Principe di Sansevero&lt;/em&gt;, Sperling Kupfer, 2008, 542 p., rilegato, 20,90 euro.&lt;br /&gt;http://www.ibs.it/code/9788820046118/gelb-nathan/delitti-sotto-la-cenere.html&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2418012394176287005-9143430165174208445?l=lucedellavacuita.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lucedellavacuita.blogspot.com/feeds/9143430165174208445/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=2418012394176287005&amp;postID=9143430165174208445' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2418012394176287005/posts/default/9143430165174208445'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2418012394176287005/posts/default/9143430165174208445'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lucedellavacuita.blogspot.com/2008/12/delitti-sotto-la-cenere-di-ngelb.html' title='Delitti sotto la cenere di N.Gelb'/><author><name>pensieri senza pensatore</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00258768761572805345</uri><email>fabio.massimo@infinito.it</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='05805179714151771057'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2418012394176287005.post-6582451392598427569</id><published>2008-12-26T17:38:00.001+01:00</published><updated>2008-12-26T17:38:53.967+01:00</updated><title type='text'>Il Gesù di Pesce</title><content type='html'>Il prof. Pesce ha pubblicato sul suo blog una sorta di compendio del libro in 12 tesi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. Il primo messaggio di Gesù è il suo stile di vita (itinerante, senza lavoro, senza famiglia, senza casa e senza possedimenti). Una novità del libro sta nel mettere in primo piano la pratica di vita di Gesù mentre altri libri si concentrano sulle parole di Gesù o su alcuni eventi isolati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2. Gesù era contrario alla romanizzazione della Terra di Israele e contro la romanizzazione ha fatto appello agli elementi centrali della sua cultura giudaica (in particolare l’idea del regno del Dio tradizionale degli ebrei su tutta la terra). Il suo annuncio del regno di Dio è una riposta giudaica creativa alla romanizzazione. La sua risposta è stata vincente, perché alla lunga il cristianesimo si è impadronito dell’Impero Romano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3. Gesù era un uomo di villaggio che evitava le città (che erano ellenizzate e romanizzate) e frequentava solo i piccoli centri e le strade secondarie, per spingere gli ebrei alla conversione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;4. Gesù non crea una chiesa: il suo gruppo si incunea all’interno delle famiglie e non dà vita un’associazione autonoma e si rivolge solo agli Ebrei.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;5. Il corpo di Gesù è il luogo principale dell’incontro della gente con lui (corpo normale, ma anche corpo taumaturgico, guaritore, corpo che possiede una luce speciale che si manifesta nella trasfigurazione, corpo senza peso che cammina sull’acqua)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;6. Non sappiamo nulla dell’immagine fisica di Gesù, cancellata dall’immagine del corpo degradato e crocifisso e da quella del corpo risorto&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;7. Gesù evita modi di comunicazione indiretta (come la scrittura). Cerca di avere solo incontri diretti con le persone faccia a faccia e soprattutto a tavola. La commensalità è per lui la manifestazione più alta della convivenza umana.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;8. Gesù era un uomo solo. Certo, egli cercava sempre l’incontro della gente, ma periodicamente si isolava per momenti di solitudine, per pregare e per un contatto con Dio fatto di rivelazioni e visioni. Molto dalla sua vicenda personale è rimasta perciò ignota ai suoi discepoli e ai vangeli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;9. Gesù predicava Dio, ma gli uomini attirati dal suo messaggio e dalla sua potenza di guaritore cercavano lui. Gesù non voleva essere una guida di masse, ma le folle si coagulavano attorno a lui. Non voleva essere una guida popolare, ma lo fu contro la sua volontà.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;10. Gesù non controllava gli avvenimenti provocati dalla sua azione, voleva che il regno di Dio si manifestasse mentre egli era ancora vivo, ma invece dovette accettare il destino doloroso della sua sconfitta e della sua morte, interpretandola come un volere di Dio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;11. Uno dei lasciti più importanti per la cultura dei secoli successivi era il suo modo di reagire interiormente alla sofferenza degli uomini. Gesù ha insegnato ai discepoli a provare le emozioni interiori che portano ad agire a favore degli uomini.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;12. I vangeli sono documenti storicamente attendibili, e su di essi si può ricostruire con solidità la storia di Gesù. Vanno però sottoposti alla critica storica perché contengono divergenze, non sono opere di testimoni oculari e le occasioni storiche e geografiche in cui gli eventi della vita di Gesù si svolsero sono per loro in genere incerte. Non solo i vangeli canonici, ma molte opere cristiane antiche sono utili per ricostruire la vicenda storica di Gesù.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2418012394176287005-6582451392598427569?l=lucedellavacuita.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lucedellavacuita.blogspot.com/feeds/6582451392598427569/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=2418012394176287005&amp;postID=6582451392598427569' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2418012394176287005/posts/default/6582451392598427569'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2418012394176287005/posts/default/6582451392598427569'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lucedellavacuita.blogspot.com/2008/12/il-ges-di-pesce.html' title='Il Gesù di Pesce'/><author><name>pensieri senza pensatore</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00258768761572805345</uri><email>fabio.massimo@infinito.it</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='05805179714151771057'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2418012394176287005.post-5461485014134659315</id><published>2008-12-25T22:45:00.003+01:00</published><updated>2008-12-25T23:06:32.953+01:00</updated><title type='text'>DIO è un ente????</title><content type='html'>Almeno a Natale, quando le chiese si riempiono, ripetendo uno stanco rito consolatorio,di masse umane desiderose di pacificarsi la coscienza chiediamoci:possiamo ancora credere in DIO??? La domanda, lo so, è quanto di più trito e ri-trito ma, in quest'occasione mi piacerebbe fornire solo qualche brevissimo spunto atto alla libera riflessione di ognuno. Oggi si ritiene, per la maggiore che la scienza e la religione, o per meglio dire la credenza in Dio, siano in anti-tesi, io credo che questo sia l'errore fondamentale dell'intera questione.IN altre parole, secondo questa mia riflessione, scienza e religione nn sono altro che le 2 facce della stessa medaglia, quella che ha permesso lo sviluppo dell'epistemologia occidentale, quindi delle scienze, vale a dire il pensiero transitivo, quello che Rorty afferma essere basato sulla credenza che la natura (e quindi la realtà) ci sia posta di fronte come uno specchio che rimanda l'immagine riflessa. L'assunto percettivo vuole che la realtà sia posta di fronte ai nostri organi di senso come un tutto conoscibile ontologicamente. Questa credenza è alla base dell'intera nostra civiltà, quindi anche del ns rapporto con il Sacro che nn sarebbe altro che un oggetto (l'Ente) di cui poter parlare alla stregua di un qualsiasi elemento della natura. Io vorrei suggerire, invece, quella che fu l'intuizione di un grande pensatore medievale oggi misconosciuto, M.Eckhart: "parlare di Dio nella qualità di ente è il vero peccato".Ciò equivale a dire che di Dio nn si può dire NUlla perchè è al di fuori delle ns capacità epistemologiche. Questa intuizione sarebbe stata fatta propria da Kant nella celebre tesi secondo la quale la Metafisica nn può essere una scienza. Questo breve cenno destituisce di fondamento la "questione dell'esistenza di Dio" riportandola a ciò che veramente è una "sega mentale" figlia dell "volontà di potenza dell'uomo occidentale.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2418012394176287005-5461485014134659315?l=lucedellavacuita.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lucedellavacuita.blogspot.com/feeds/5461485014134659315/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=2418012394176287005&amp;postID=5461485014134659315' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2418012394176287005/posts/default/5461485014134659315'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2418012394176287005/posts/default/5461485014134659315'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lucedellavacuita.blogspot.com/2008/12/dio-un-ente.html' title='DIO è un ente????'/><author><name>pensieri senza pensatore</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00258768761572805345</uri><email>fabio.massimo@infinito.it</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='05805179714151771057'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2418012394176287005.post-4120964987586222271</id><published>2008-12-25T22:30:00.002+01:00</published><updated>2008-12-25T22:44:31.533+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a href="http://giotto.ibs.it/cop/copj13.asp?f=9788807816475"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 316px;" src="http://giotto.ibs.it/cop/copj13.asp?f=9788807816475" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Proviamo a problematizzare il sistema politico all'interno del quale viviamo, le sue modalità, la sua ovvietà, vale a dire la "democrazia liberale". Apparentemente l'ida "una testa un voto" dovrebbe essere garanzia di un'ampia libertà politica in quanto le idee, e le posizioni politiche conseguenti, dovrebbero essere garantite ma questo solo in apparenza!!!!In effetti chiediamoci solo per un momento se il libero esercizio del voto è garantito all'interno di un sistema condizionato(attraverso imedia ad es.) in cui manca la capacità critica necessaria per domandarsi o mettere in discussione le poprie idee, i propri pre-concetti. In tale ottica, quella della problematizzazione e della messa in discussione della realtà in cui viviamo, voglio segnalare un testo di un grande critico della società: "la ribellione delle elite"di C.Lasch. Quest'ultimo discute delle caratteristiche "sociali" delle elite che guidano i nostri destini.Esse sono fortemente compromesse con il potere economico che produce, su scala globale, la ricchezza che è il vero fine ultimo della elite.In definitiva quella che ci presenta Lasch è una realtà di un potere fortemente disancorato dalla micro-realtà(sociale), quindi nn in grado di comprenderne i problemi. NN posso che consigliare il volume per poter, almeno, sviluppare qualche domanda "vera" sui destini della ns realtà&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2418012394176287005-4120964987586222271?l=lucedellavacuita.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lucedellavacuita.blogspot.com/feeds/4120964987586222271/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=2418012394176287005&amp;postID=4120964987586222271' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2418012394176287005/posts/default/4120964987586222271'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2418012394176287005/posts/default/4120964987586222271'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lucedellavacuita.blogspot.com/2008/12/proviamo-problematizzare-il-sistema.html' title=''/><author><name>pensieri senza pensatore</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00258768761572805345</uri><email>fabio.massimo@infinito.it</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='05805179714151771057'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2418012394176287005.post-6741480990717772696</id><published>2008-12-22T19:19:00.004+01:00</published><updated>2008-12-22T19:36:33.412+01:00</updated><title type='text'>I.Hacking:chi è???</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_Fzwl2JQbYEM/SU_aRO3-uEI/AAAAAAAAAIw/g0e7d5LaIXQ/s1600-h/Hacking.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 229px; height: 320px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_Fzwl2JQbYEM/SU_aRO3-uEI/AAAAAAAAAIw/g0e7d5LaIXQ/s320/Hacking.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5282680877514405954" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Sinceramente nn so quante persone sn a conoscenza del lavoro svolto dal pensatore ritratto nella foto qui accanto,Ian Hacking, forse poche, pochissime...peccato!!!A mio giudizio è uno dei pensatori più interessanti della contemporaneità. Autore di 13 libri si è occupato di moltplici argomenti, dalla probabilità alla follia, dalla natura del metodo scientifico all'analisi induttiva, dall'ontologia alla matematica. LO ha fatto da filosofo con rigida formazione scientifica (abusiamo di questo termine così in voga...), infatti nella sua formazione accademica c'è un B.A.in matematica e fisica all'University British Columbia. Tra i temi di cui si è maggiormente occupato riscontriamo l'analisi epistemologica della conoscenza scientifica; quest'ultima, per il Ns, deve essere innervata, nelle viscere diremmo, da una profonda ricorsività che permetta la continua messa in discussione del proprio operato e delle modalità esecutive attraverso le quali si estrinseca l'agire conoscitivo. Inutile, mi sembra, affermare la forte influenza di Foucault e del metodo genealogico. Soprattutto negli ultimi anni, i corsi tenuti da hacking al College de France hanno riguardato la natura strutturante dei concetti per la formazione della ns identità. Ogni concetto costruisce e si situa all'interno di una grammatica simbolica che interagisce nel processo di auto-costruzione mediante il quale ci percepiamo. ian hacking meriterebbe ben altro spazio, che nn le poche righe qui dedicategli, per questo motivo segnalo di seguito un link che rimanda ad un interessante profilo sull'autore.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;http://www.pianetagalileo.it/2008/articoli_ritratto_ian.hacking.html&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2418012394176287005-6741480990717772696?l=lucedellavacuita.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lucedellavacuita.blogspot.com/feeds/6741480990717772696/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=2418012394176287005&amp;postID=6741480990717772696' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2418012394176287005/posts/default/6741480990717772696'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2418012394176287005/posts/default/6741480990717772696'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lucedellavacuita.blogspot.com/2008/12/ihackingchi_22.html' title='I.Hacking:chi è???'/><author><name>pensieri senza pensatore</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00258768761572805345</uri><email>fabio.massimo@infinito.it</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='05805179714151771057'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_Fzwl2JQbYEM/SU_aRO3-uEI/AAAAAAAAAIw/g0e7d5LaIXQ/s72-c/Hacking.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2418012394176287005.post-3331722166951934273</id><published>2008-12-13T10:25:00.002+01:00</published><updated>2008-12-13T10:37:37.617+01:00</updated><title type='text'>La politica della Vita di Rose</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_Fzwl2JQbYEM/SUN_5YyuacI/AAAAAAAAAIg/kZ_hMTCuk-w/s1600-h/rose+pol.vita.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5279203812092832194" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 175px; CURSOR: hand; HEIGHT: 300px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_Fzwl2JQbYEM/SUN_5YyuacI/AAAAAAAAAIg/kZ_hMTCuk-w/s320/rose+pol.vita.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="color:#ff6666;"&gt;Finalmente è stato tradotto. Lo studio di Nikolas Rose, che, ovviamente si situa nell'onda lunga dei lavori post-foucaultinani, analizza l'evoluzione della medicina nella post-modernità e la sua capicità di plasmare gli individui.&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="color:#cc6600;"&gt;&lt;&lt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Il primo censimento della nuova fisionomia assunta dalle scienze biomediche, della loro capacità di trattare l'anomalia e la patologia, di modificare a livello molecolare i nostri corpi e le nostre anime, rendendo possibili nuove forme di governo e di profitto economico&gt;&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="color:#ff6666;"&gt;Questa è la presentazione della nota di copertina e ben delinea il tema dallo studio trattato. Come la medicina si situa tra gli strumenti del potere????Come riesce a "costruire" l'individuo della post-democrazia??? Bene, fintanto che nn verranno posti all'ordine del giorno simili problematiche, la credenza di vivere in un sistema politico libero, apparentemente garantito dalla formula "una testa un voto", sarà solo una illusione. Chiedamoci, radicalmente, perchè alcune patologie, soprattutto quelle identificate come mentali, sn tipiche di alcuni parti del globo e nn di altri... nn dovremmo essere tutti uguali, volendo credere a quanti sbandierano, ancora, una presunta essenza individuale????E allora questa diversità???Si dirà che ci sn delle con-cause...bene, indaghiamole, ma radicalmente!!!&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2418012394176287005-3331722166951934273?l=lucedellavacuita.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lucedellavacuita.blogspot.com/feeds/3331722166951934273/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=2418012394176287005&amp;postID=3331722166951934273' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2418012394176287005/posts/default/3331722166951934273'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2418012394176287005/posts/default/3331722166951934273'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lucedellavacuita.blogspot.com/2008/12/la-politica-della-vita-di-rose.html' title='La politica della Vita di Rose'/><author><name>pensieri senza pensatore</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00258768761572805345</uri><email>fabio.massimo@infinito.it</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='05805179714151771057'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_Fzwl2JQbYEM/SUN_5YyuacI/AAAAAAAAAIg/kZ_hMTCuk-w/s72-c/rose+pol.vita.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2418012394176287005.post-171045313144115627</id><published>2008-12-12T18:21:00.003+01:00</published><updated>2008-12-12T18:34:16.706+01:00</updated><title type='text'>Wittgenstein... in famiglia</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_Fzwl2JQbYEM/SUKeBsQM7UI/AAAAAAAAAIY/G-q73jCs2jQ/s1600-h/Wittgenstein+fratello.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5278955465127816514" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 200px; CURSOR: hand; HEIGHT: 279px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_Fzwl2JQbYEM/SUKeBsQM7UI/AAAAAAAAAIY/G-q73jCs2jQ/s320/Wittgenstein+fratello.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="color:#663300;"&gt;Probabilmente uno dei 2-3 più importanti filosofi del Novecento (se tali numerazioni avessero un senso...).Dalla personalità misteriosa come  pochi altri...Rifiutò una solida eredità paterna, fece il costruttore di aquiloni, divenne giardiniere, maestro elementare, restò sempre...un genio!!!Ciò che forse possiamo cogliere di questa personalità poliedrica lo traiamo da un volume recentemente pubblicato che contiene le lettere che LUdwig scambiò con la famiglia lungo il corso della vita. Lettere intime in cui si coglie (o forse si intravede) la personalità e l'uomo. Di seguito allego la recensione dedicatagli dall'Indice.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#666600;"&gt;Il volume raccoglie 178 lettere scambiate tra Ludwig e i suoi familiari, le quali coprono l’intero arco della sua vita, dal 1908 al 1951. Di queste 178 lettere, solo 76 sono di Wittgenstein. Le altre sono a lui indirizzate. Molte sono dovute a Hermine, la sorella maggiore; un numero consistente è costituito da quelle scritte a Ludwig dalla sorella Margarete, che viveva negli Stati Uniti, e risalgono in gran parte agli anni 1936-1945, ossia a quegli anni dell’anteguerra e della guerra durante i quali la corrispondenza tra Gran Bretagna e Austria era difficile e controllata dalla censura. Di particolare rilievo sono le lettere di Hermine del primo dopoguerra, dalle quali appare evidente la consapevolezza dei cambiamenti che la guerra aveva determinato nel fratello. In una lettera del 23 gennaio 1921 (la n. 56), per esempio, Hermine osserva che il suo Ludwig è ormai diventato "un altro Ludwig"; dello stesso tenore è la conclusione di una lettera del 1 marzo del medesimo anno: "Sono molto contenta di rivederti! Forse sei anche tu ancora un po’ di questo mondo, in modo che possa avere qualcosa da te" (lettera 59). Chiarissima traspare da queste lettere anche la tensione etica che, come è ormai da tempo riconosciuto, ha caratterizzato dall’inizio alla fine la vita di Wittgenstein. Basti leggere la lettera a Hermine del 25 giugno 1919 dal campo di prigionia di Cassino: "penso sempre se diventerò mai una persona perbene e a come dovrei fare per diventarlo" (lettera 37). Ma significative sono al riguardo anche alcune lettere degli anni trenta che fanno riferimento a una sorta di "confessione" stilata da Wittgenstein e rivolta ad alcuni amici e familiari (vedi, per esempio, la lettera 101 dell’ottobre 1930 a Hermine; o la lettera 123 del 3 dicembre 1936 di Margarete). Leggendo queste lettere, l’attenzione dello studioso di Wittgenstein sarà anche attirata dai riferimenti ad alcuni personaggi che hanno segnato la formazione di Wittgenstein. Queste lettere confermano, per esempio, l’importanza che Otto Weininger ha avuto per Ludwig, al punto che Hermine può scrivere in una lettera del 18 novembre 1916: "Ho portato con me il tuo Weininger [secondo i curatori il riferimento è a Intorno alle cose ultime, del 1904] e sono molto contenta di questo libro che mi sostituisce un poco te" (lettera 9). &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#666600;"&gt;Da l'Indice&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="color:#cc9933;"&gt;l.Wittgenstein, &lt;em&gt;Vostro fratello Ludwig. Lettere alla famiglia (1908-1951), A&lt;/em&gt;rchinto ed.,1999, 256 p.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://www.ibs.it/code/9788877682390/wittgenstein-ludwig/vostro-fratello-ludwig-lettere.html"&gt;http://www.ibs.it/code/9788877682390/wittgenstein-ludwig/vostro-fratello-ludwig-lettere.html&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2418012394176287005-171045313144115627?l=lucedellavacuita.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lucedellavacuita.blogspot.com/feeds/171045313144115627/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=2418012394176287005&amp;postID=171045313144115627' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2418012394176287005/posts/default/171045313144115627'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2418012394176287005/posts/default/171045313144115627'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lucedellavacuita.blogspot.com/2008/12/wittgenstein-in-famiglia.html' title='Wittgenstein... in famiglia'/><author><name>pensieri senza pensatore</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00258768761572805345</uri><email>fabio.massimo@infinito.it</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='05805179714151771057'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_Fzwl2JQbYEM/SUKeBsQM7UI/AAAAAAAAAIY/G-q73jCs2jQ/s72-c/Wittgenstein+fratello.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2418012394176287005.post-1268768308701732045</id><published>2008-12-12T17:58:00.002+01:00</published><updated>2008-12-12T18:00:47.181+01:00</updated><title type='text'>Un blog...,un titolo...,una nn identità</title><content type='html'>&lt;strong&gt;La vacuità non è il nulla&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#009900;"&gt;Trenta raggi s'incontrano nel mozzo della ruota e in quel che è il suo vuoto sta l'uso del carro. Si tratta l'argilla e se ne foggia un vaso e in quel che è il suo vuoto sta l'uso del vaso. Si forano porte e finestre per fare una casa e in quel che è il suo vuoto sta l'uso della casa. Perciò dal pieno viene il possesso, dal vuoto viene l'utilità.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="color:#3333ff;"&gt;Dao-de-jing, cap. XI&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#3333ff;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#cc6600;"&gt;Che la vacuità non sia il nulla è un concetto che dovrebbe essere di per sé evidente, dal punto di vista linguistico ancor prima che da quello filosofico. In geometria, per esempio, una linea retta è composta di punti che, pur non avendo, per definizione, alcuna dimensione, nulla non sono. Nella filosofia buddista sunyata è un vuoto ontologico, ma non è il nulla, anzi, è una vacuità gravida di potenzialità. I matematici indiani, che avevano inculturato questo concetto, trasponendolo in aritmetica inventarono lo zero e la scrittura posizionale dei numeri. In sanscrito, infatti, «zero» si dice sunya. Graficamente è rappresentato come un piccolo cerchio vuoto. Questo per sottolineare come la matematica non sia meno debitrice al Buddha di quanto non lo sia a Pitagora.La dottrina buddista del vuoto ha dovuto attendere la fisica del XX secolo per avere una conferma esterna. Fino ad allora era solo un dogma autoreferente e di ardua comprensione per la maggioranza delle persone. Ma da quando si poté osservare che il rapporto tra pieno e vuoto all'interno di un atomo è paragonabile a quello che intercorre tra un nucleo pieno grande come una capocchia di spillo attorno alla quale gli elettroni descrivono orbite vuote grandi come la cupola di San Pietro, è molto più facile comprendere di quanto non fosse nei secoli passati in che senso «tutti i dharma sono vuoti». Oggi possiamo tranquillamente affermare che il Buddha aveva ragione, almeno per quel che riguarda la struttura della «materia». L'idea dello zero sarebbe potuta venire a un matematico condizionato dal dogma monoteistico? Un contesto che si muove verso l'esperienza-limite della pienezza avrebbe potuto concepire l'esperienza-limite della vacuità? Sono domande che non hanno risposta. Rimane, storicamente provato, il fatto che furono i matematici indiani a scoprire lo zero perché pensavano la vacuità.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2418012394176287005-1268768308701732045?l=lucedellavacuita.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lucedellavacuita.blogspot.com/feeds/1268768308701732045/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=2418012394176287005&amp;postID=1268768308701732045' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2418012394176287005/posts/default/1268768308701732045'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2418012394176287005/posts/default/1268768308701732045'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lucedellavacuita.blogspot.com/2008/12/un-blogun-titolouna-nn-identit.html' title='Un blog...,un titolo...,una nn identità'/><author><name>pensieri senza pensatore</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00258768761572805345</uri><email>fabio.massimo@infinito.it</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='05805179714151771057'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2418012394176287005.post-4045139474718981289</id><published>2008-12-11T18:47:00.001+01:00</published><updated>2008-12-11T18:47:52.999+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div align="center"&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ff6600;"&gt;Come si definirebbe?Sono un artificiere. Fabbrico qualcosa che alla fin fine serve a un assedio, a una guerra, a una distruzione. Io non sono per la distruzione, ma sono a favore del fatto che si possa passare, che si possa avanzare, che si possano abbattere i muri”.&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="color:#000099;"&gt;Michel Foucault&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2418012394176287005-4045139474718981289?l=lucedellavacuita.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lucedellavacuita.blogspot.com/feeds/4045139474718981289/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=2418012394176287005&amp;postID=4045139474718981289' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2418012394176287005/posts/default/4045139474718981289'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2418012394176287005/posts/default/4045139474718981289'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lucedellavacuita.blogspot.com/2008/12/come-si-definirebbesono-un-artificiere.html' title=''/><author><name>pensieri senza pensatore</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00258768761572805345</uri><email>fabio.massimo@infinito.it</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='05805179714151771057'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2418012394176287005.post-4897513312354591963</id><published>2008-12-11T18:29:00.003+01:00</published><updated>2008-12-11T18:44:21.710+01:00</updated><title type='text'>Discorso figura di Lyotard</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_Fzwl2JQbYEM/SUFOXQrB8mI/AAAAAAAAAIQ/5xOqn3XqPEo/s1600-h/Volti-Lyotard-discorso.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5278586399774339682" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 214px; CURSOR: hand; HEIGHT: 320px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_Fzwl2JQbYEM/SUFOXQrB8mI/AAAAAAAAAIQ/5xOqn3XqPEo/s320/Volti-Lyotard-discorso.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;span style="color:#33cc00;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#006600;"&gt;Questo libro è una difesa dell’occhio (…). Ha per preda (…) la penombra che, dopo Platone, la parola ha gettato come una patina grigia sul sensibile (…) poiché si è sempre sottinteso che il suo partito fosse quello della falsità, dello scetticismo, del retore, del pittore, del condottiero, del libertino, del materialista – proprio questa penombra è l’argomento del mio libro”.&lt;/span&gt;&lt;/em&gt; &lt;strong&gt;Jean-François Lyotard&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#990000;"&gt;Molti, anche in Italia, lo conoscono per "la condizione post-Moderna", l'opera, pubblicata da Feltrinelli, che presentava al lettore del Bel Paese il concetto di Post-Moderno, oggi sulla bocca di tutti. A quello seguì un'altra opera, anch'essa edita dalla Feltrinelli, il"post-moderno spiegato ai bambini", che da anni attendiamo venga ri-pubblicata, vista l'enorme chiarezza e lucidità. Cmq nn sn queste due opere che rappresentano il vertice della riflessione del Nostro, esso è costituito da:Discorso Figura", finalmente pubblicato dalle benemerite ed.Mimesis nella collana Volti. L'opera  propone un percorso mirante alla decostruzione della fenomenologia ad opera del desiderio radicato nell'inconscio&lt;propone&gt;. In questo percorso un ruolo fondamentale è svolta dalle arti contemporanee che con il loro linguaggio rappresentano la sovversione dei "normali" codici e dei linguaggi ordinari.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2418012394176287005-4897513312354591963?l=lucedellavacuita.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lucedellavacuita.blogspot.com/feeds/4897513312354591963/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=2418012394176287005&amp;postID=4897513312354591963' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2418012394176287005/posts/default/4897513312354591963'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2418012394176287005/posts/default/4897513312354591963'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lucedellavacuita.blogspot.com/2008/12/discorso-figura-di-lyotard.html' title='Discorso figura di Lyotard'/><author><name>pensieri senza pensatore</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00258768761572805345</uri><email>fabio.massimo@infinito.it</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='05805179714151771057'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_Fzwl2JQbYEM/SUFOXQrB8mI/AAAAAAAAAIQ/5xOqn3XqPEo/s72-c/Volti-Lyotard-discorso.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2418012394176287005.post-5953244524012837954</id><published>2008-12-11T17:15:00.002+01:00</published><updated>2008-12-11T17:41:55.827+01:00</updated><title type='text'>Il Peccato Originale...</title><content type='html'>&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="color:#3333ff;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;&lt;&lt;/span&gt;&lt;em&gt;Il mistero dell’Immacolata Concezione di Maria, che oggi solennemente celebriamo, ci ricorda due verità fondamentali della nostra fede: il peccato originale innanzitutto, e poi la vittoria su di esso della grazia di Cristo, vittoria che risplende in modo sublime in Maria Santissima. "L’esistenza di quello che la Chiesa chiama peccato originale è purtroppo di un’evidenza schiacciante, se solo guardiamo intorno a noi e prima di tutto dentro di noi. L’esperienza del male è infatti così consistente, da imporsi da sé e da suscitare in noi la domanda: da dove proviene? Specialmente per un credente, l’interrogativo è ancora più profondo: se Dio, che è Bontà assoluta, ha creato tutto, da dove viene il male? Le prime pagine della Bibbia (Genesi 1-3) rispondono proprio a questa domanda fondamentale, che interpella ogni generazione umana, con il racconto della creazione e della caduta dei progenitori: Dio ha creato tutto per l’esistenza, in particolare ha creato l’essere umano a propria immagine; non ha creato la morte, ma questa è entrata nel mondo per invidia del diavolo il quale, ribellatosi a Dio, ha attirato nell’inganno anche gli uomini, inducendoli alla ribellione (cfr. Sapienza 1, 13-14; 2, 23-24). È il dramma della libertà, che Dio accetta fino in fondo per amore, promettendo però che ci sarà un figlio di donna che schiaccerà la testa all’antico serpente (Genesi 3, 15)&gt;&gt;.&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#339999;"&gt;Quanto sopra riportato, si riferisce ad alcune delle recenti dichiarazioni di papa Ratzinger relativamente al Peccato Originale, uno dei temi più controversi e discussi dalla Teologia post-Conciliare. A mio giudizio il concetto di P.O. (peccato originale) è una delle più grandi "invenzioni" della Teologia CRistiano-Ebraica. Ovviamente, con invenzione nn intendo far cenno al suo immediato e popolare valore semantico, che si riferisce alla creazione del concetto dal nulla, ma alla ideazione ermeneutica che permette una lettura della Reale. In questo senso, il P.O., è una griglia che ha permesso di leggere e plasmare l'intera civiltà occidentale. Ora Papa Ratzinger ri-puntualizza l'importanza di tale "concetto", fondamentale per "reggere" l'impalcatura della riflessione Cristiana. Allego di seguito un link che rimanda ad un articolo di Magister sul tema.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://chiesa.espresso.repubblica.it/articolo/212913"&gt;http://chiesa.espresso.repubblica.it/articolo/212913&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2418012394176287005-5953244524012837954?l=lucedellavacuita.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lucedellavacuita.blogspot.com/feeds/5953244524012837954/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=2418012394176287005&amp;postID=5953244524012837954' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2418012394176287005/posts/default/5953244524012837954'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2418012394176287005/posts/default/5953244524012837954'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lucedellavacuita.blogspot.com/2008/12/il-peccato-originale.html' title='Il Peccato Originale...'/><author><name>pensieri senza pensatore</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00258768761572805345</uri><email>fabio.massimo@infinito.it</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='05805179714151771057'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2418012394176287005.post-4643571162994121128</id><published>2008-12-10T16:41:00.003+01:00</published><updated>2008-12-10T16:55:28.836+01:00</updated><title type='text'>la timidezza di...Duccio Demetrio</title><content type='html'>&lt;span style="color:#cc6600;"&gt;Sn convinto che se venisse posta la domanda di cosa nn riuscivamo a "superare" da piccoli, molti risponderebbero...la timidezza!!!!!Quello stato emotivo di chiusura verso il mondo, soprattutto verso l'altro sesso&lt;/span&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_Fzwl2JQbYEM/ST_jRqpOAKI/AAAAAAAAAII/9CNKOkvsrfQ/s1600-h/demetrio.jpg"&gt;&lt;span style="color:#cc6600;"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5278187180945965218" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 196px; CURSOR: hand; HEIGHT: 320px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_Fzwl2JQbYEM/ST_jRqpOAKI/AAAAAAAAAII/9CNKOkvsrfQ/s320/demetrio.jpg" border="0" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color:#cc6600;"&gt; (o verso lo stesso-in base alle preferenze-:nn cambia nulla!!!!!) che ci impediva di corteggiare, o farci avanti, ma anche solo di proferir parola, nei riguardi della persona desiderata. Oggi la timidezza viene additata quale patologia, più o meno grave, in base alla "gravità" della chiusura. Bene, per tutti coloro i quali, sotto sotto, ritengono falso l'accostamento tra la patologia  e la timidezza, ecco un libro molto interessante:"la vita schiva" di D.Demetrio. In meno di 300 pagine viene analizzata la timidezza, sotto l'aspetto filosofico, mettendosi dalla parte di quanti  ancora arrossiscono: si considera la timidezza una sensibilità da valorizzare, un intreccio di virtù - saper tacere, essere discreti - che si traducono in un modo più luminoso di stare al mondo. Perchè, come segnalavo nel post dedicato all'Uomo di vetro di Andreoli, nn è necessario nascondere, celare, quelle debolezze che sn, forse, la traccia che più caratterizza quella "scimmia nuda" che siamo noi essere umani. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#3333ff;"&gt;D.Demetrio&lt;em&gt;, La vita schiva. Il sentimento e le virtù della timidezza,&lt;/em&gt; Raffaello Cortina ed&lt;em&gt;.,&lt;/em&gt;2007, 270 p., brossura, 14 euro.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.ibs.it/code/9788860301277/demetrio-duccio/vita-schiva-sentimento.html"&gt;http://www.ibs.it/code/9788860301277/demetrio-duccio/vita-schiva-sentimento.html&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2418012394176287005-4643571162994121128?l=lucedellavacuita.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lucedellavacuita.blogspot.com/feeds/4643571162994121128/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=2418012394176287005&amp;postID=4643571162994121128' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2418012394176287005/posts/default/4643571162994121128'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2418012394176287005/posts/default/4643571162994121128'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lucedellavacuita.blogspot.com/2008/12/la-timidezza-diduccio-demetrio.html' title='la timidezza di...Duccio Demetrio'/><author><name>pensieri senza pensatore</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00258768761572805345</uri><email>fabio.massimo@infinito.it</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='05805179714151771057'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_Fzwl2JQbYEM/ST_jRqpOAKI/AAAAAAAAAII/9CNKOkvsrfQ/s72-c/demetrio.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2418012394176287005.post-776895791425075174</id><published>2008-12-04T18:10:00.003+01:00</published><updated>2008-12-04T18:20:32.588+01:00</updated><title type='text'>Stalin:una critica</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_Fzwl2JQbYEM/STgPGLuRuUI/AAAAAAAAAIA/eY_TcXOSUyM/s1600-h/stalin+Losurdo.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5275983562365057346" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 200px; CURSOR: hand; HEIGHT: 294px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_Fzwl2JQbYEM/STgPGLuRuUI/AAAAAAAAAIA/eY_TcXOSUyM/s320/stalin+Losurdo.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;span style="color:#cc0000;"&gt;Il personaggio è controverso.Su di lui difficilmente si possono fare discorsi.Ancora nn siamo pronti!!!!Troppo "calda" è l'etichetta di "stalinista" affibbiata all'avversario politico di turno. Proprio per questo è un argomento che affascina gli intellettuali maggiormente desiderosi di dire qualcosa di politicamente scorretto. Certo, Losurdo nn è intellettualmente oggettivo, essendo stato un "marxista impegnato", ma chi lo è??????Bene, affermato ciò nn possiamo che consigliare la lettura di questo testo che copre un "vuoto" storiografico. IN attesa di leggerlo per recensirlo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Losurdo D., &lt;em&gt;Stalin. Storia e critica di una leggenda nera,&lt;/em&gt; Carocci, 2008, 382 p., brossura, 29,50 euro&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.ibs.it/code/9788843042937/losurdo-domenico/stalin-storia-e-critica.html"&gt;http://www.ibs.it/code/9788843042937/losurdo-domenico/stalin-storia-e-critica.html&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2418012394176287005-776895791425075174?l=lucedellavacuita.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lucedellavacuita.blogspot.com/feeds/776895791425075174/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=2418012394176287005&amp;postID=776895791425075174' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2418012394176287005/posts/default/776895791425075174'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2418012394176287005/posts/default/776895791425075174'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lucedellavacuita.blogspot.com/2008/12/stalinuna-critica.html' title='Stalin:una critica'/><author><name>pensieri senza pensatore</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00258768761572805345</uri><email>fabio.massimo@infinito.it</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='05805179714151771057'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_Fzwl2JQbYEM/STgPGLuRuUI/AAAAAAAAAIA/eY_TcXOSUyM/s72-c/stalin+Losurdo.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2418012394176287005.post-3486780140527526041</id><published>2008-12-04T17:52:00.002+01:00</published><updated>2008-12-04T18:03:54.812+01:00</updated><title type='text'>Senza parole...</title><content type='html'>&lt;span style="color:#990000;"&gt;Pubblico, di seguito, quanto inviatomi tramita mail. C'è da rabbrividire!!!!!!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#330099;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;MANDIAMOLI A LAVORARE : Sull'Espresso di qualche settimana fa c'era un articoletto che spiega che recentemente il Parlamento ha votato all'UNANIMITA' e senza astenuti (ma và?!) un aumento di stipendio per i parlamentari pari a circa Euro 1.135,00 al mese.  Inoltre la mozione é stata camuffata in modo tale da non risultare nei verbali ufficiali.  STIPENDIO: Euro 19.150,00 AL MESE;  STIPENDIO BASE: circa Euro 9.980,00 al mese;  PORTABORSE: circa Euro 4.030,00 al mese (generalmente parente o familiare);  RIMBORSO SPESE AFFITTO: circa Euro 2.900,00 al mese;  INDENNITA' DI CARICA: (da Euro 335,00 circa a Euro 6.455,00); TUTTI ESENTI DA TASSE  +  TELEFONO CELLULARE: gratis;  TESSERA DEL CINEMA: gratis;  TESSERA TEATRO: gratis;  TESSERA AUTOBUS - METROPOLITANA: gratis;  FRANCOBOLLI: gratis;  VIAGGI AEREO NAZIONALI: gratis;  CIRCOLAZIONE AUTOSTRADE: gratis;  PISCINE E PALESTRE: gratis;  FS: gratis;  AEREO DI STATO: gratis;  AMBASCIATE: gratis;  CLINICHE: gratis;  ASSICURAZIONE INFORTUNI: gratis;  ASSICURAZIONE MORTE: gratis;  AUTO BLU CON AUTISTA: gratis;  RISTORANTE: gratis (nel 1999 hanno mangiato e bevuto gratis per Euro 1.472.000,00).  INOLTRE: Intascano uno stipendio e hanno diritto alla pensione dopo 35 mesi in parlamento mentre obbligano i cittadini a 35 anni di contributi ( per ora!!!); Circa Euro 103.000,00 li incassano con il rimborso spese elettorali (in violazione alla legge sul finanziamento ai partiti), più i privilegi per quelli che sono stati Presidenti della Repubblica, del Senato o della Camera. (Es: la sig.ra Pivetti ha a disposizione e gratis un ufficio, una segretaria, l'auto blu ed una scorta sempre al suo servizio); La classe politica ha causato al paese un danno di 1 MILIARDO e 255 MILIONI di EURO.  La sola camera dei deputati costa al cittadino Euro 2.215,00 al MINUTO !!&lt;/span&gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#330099;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#993300;"&gt;A me nn è mai piaciuta la retorica dei luoghi comuni, quella che critica Tout court la politica dall'ottica di chi vorrebbe entrarci a far parte ma nn riuscendoci  disprezza l'intero insieme (della politica) utilizzando discorsi imperniati su universali che ben poco hanno a che fare con gli argomenti; qui però bisogna comprendere che nn bisogna aver letto Platone per rendersi conto che una politica che si garantisce simili privilegi nn può essere al servizio della società! Ne sn formalmente escluse le persone di "buona volontà", perchè, come è ovvio i privilegi attirano tutti, soprattutto le persone che meno vogliono fare!!!.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2418012394176287005-3486780140527526041?l=lucedellavacuita.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lucedellavacuita.blogspot.com/feeds/3486780140527526041/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=2418012394176287005&amp;postID=3486780140527526041' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2418012394176287005/posts/default/3486780140527526041'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2418012394176287005/posts/default/3486780140527526041'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lucedellavacuita.blogspot.com/2008/12/senza-parole.html' title='Senza parole...'/><author><name>pensieri senza pensatore</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00258768761572805345</uri><email>fabio.massimo@infinito.it</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='05805179714151771057'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2418012394176287005.post-8101358338428975280</id><published>2008-12-03T18:03:00.002+01:00</published><updated>2008-12-03T18:13:21.792+01:00</updated><title type='text'>Dr.Freud e BUddha</title><content type='html'>&lt;span style="color:#3366ff;"&gt;Mark Epstein è uno psicanalista che da tempo si occupa di buddhismo in qualità di meditante.La sintesi che cerca di attuare tra le due tradizioni che si ripromettono di "liberare" l'uomo è molto interessante.Di seguito pubblico il link a un suo articolo&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.carmillaonline.com/archives/2005/05/001387print.html"&gt;http://www.carmillaonline.com/archives/2005/05/001387print.html&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2418012394176287005-8101358338428975280?l=lucedellavacuita.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lucedellavacuita.blogspot.com/feeds/8101358338428975280/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=2418012394176287005&amp;postID=8101358338428975280' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2418012394176287005/posts/default/8101358338428975280'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2418012394176287005/posts/default/8101358338428975280'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lucedellavacuita.blogspot.com/2008/12/drfreud-e-buddha.html' title='Dr.Freud e BUddha'/><author><name>pensieri senza pensatore</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00258768761572805345</uri><email>fabio.massimo@infinito.it</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='05805179714151771057'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2418012394176287005.post-4853947654637264266</id><published>2008-12-03T17:18:00.004+01:00</published><updated>2008-12-03T17:22:31.693+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div align="center"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ff6600;"&gt;&lt;&lt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Quando credevo che la mia esistenza fosse quel fatto ulteriore, io mi sentivo imprigionato in me stesso. La mia vita sembrava un tunnel di vetro in cui, anno dopo anno, mi muovevo sempre piu' velocemente, e alla fine del quale c'era il buio. Quando cambiai opinione, le pareti del mio tunnel di vetro scomparvero. Ora vivo all'aria aperta. C'e' ancora una differenza tra la mia vita e quella degli altri, ma una differenza minore. Gli altri mi sono piu' vicini. Io mi interesso di meno del resto della mia vita e mi interesso di piu' della vita degli altri&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&gt;&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#336666;"&gt;&lt;strong&gt;Derek Parfit&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2418012394176287005-4853947654637264266?l=lucedellavacuita.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lucedellavacuita.blogspot.com/feeds/4853947654637264266/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=2418012394176287005&amp;postID=4853947654637264266' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2418012394176287005/posts/default/4853947654637264266'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2418012394176287005/posts/default/4853947654637264266'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lucedellavacuita.blogspot.com/2008/12/remo-bodei-quando-credevo-che-la-mia.html' title=''/><author><name>pensieri senza pensatore</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00258768761572805345</uri><email>fabio.massimo@infinito.it</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='05805179714151771057'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2418012394176287005.post-3765881714217464109</id><published>2008-12-03T16:48:00.004+01:00</published><updated>2008-12-03T17:12:16.194+01:00</updated><title type='text'>Il sè che...non esiste!!!</title><content type='html'>&lt;span style="color:#cc0000;"&gt;Il problema dell'identità personale nn è mai stato tanto discusso così come nel Novecento. La possibile sussistenza del sé  è stata seriamente messa in discussione dalla filosofia (oggi soprattutto dalla branca che si occupa degli studi sulla mente), checchè ne pensi la consapevolezza comune. Un interessante parallelo, tra questa che è una vera e propria "scoperta" per il pensiero occidentale e la riflessione orientale, l'abbiamo nel buddhismo che, fin dagli albori, ha predicato l'insostanzialità del sè, e, in genere di ogni cosa. Ciò è stato definito come Vacuità. Allego il link ad un interessante intervista a Remo Bodei sull'argomento.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.caffeeuropa.it/attualita/112filosofia-bodei.html"&gt;http://www.caffeeuropa.it/attualita/112filosofia-bodei.html&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2418012394176287005-3765881714217464109?l=lucedellavacuita.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lucedellavacuita.blogspot.com/feeds/3765881714217464109/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=2418012394176287005&amp;postID=3765881714217464109' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2418012394176287005/posts/default/3765881714217464109'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2418012394176287005/posts/default/3765881714217464109'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lucedellavacuita.blogspot.com/2008/12/il-s-chenon-esiste.html' title='Il sè che...non esiste!!!'/><author><name>pensieri senza pensatore</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00258768761572805345</uri><email>fabio.massimo@infinito.it</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='05805179714151771057'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2418012394176287005.post-4604800514788157286</id><published>2008-12-03T08:48:00.003+01:00</published><updated>2008-12-03T08:58:45.139+01:00</updated><title type='text'>Junger fotografo</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_Fzwl2JQbYEM/STY6fkmQKmI/AAAAAAAAAH4/yQHyouUN0K8/s1600-h/Junger1.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5275468327585589858" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 300px; CURSOR: hand; HEIGHT: 286px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_Fzwl2JQbYEM/STY6fkmQKmI/AAAAAAAAAH4/yQHyouUN0K8/s320/Junger1.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;span style="color:#333333;"&gt;&lt;&lt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;L’ordinamento civile e quello militare In Il mondo mutato, il discorso visivo di Jünger si svolge attraverso la giustapposizione, spesso nella stessa pagina, di immagini che pur riguardando sfere diverse della vita mostrano (o meglio svelano) analogie non solo formali. Una grande manifestazione per le strade di New York, ad esempio, è accostata ad una parata militare. Nonostante la diversità dei contesti, ciò che Jünger vuol fare notare è la presenza in entrambe di un’analoga disciplina delle masse in una mobilitazione che ha nella modernità un carattere totale coinvolgendo sia la sfera civile che quella politica o militare&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&gt;&gt;. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#330033;"&gt;da : diogenemagazine.com&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#663300;"&gt;Il mondo mutato è una delle più importanti raccolte di fotografie di  Junger.Il tema è: "la premessa di ciò che siamo". Diremmo, con Foucault, una genealogia fotografica dell'attualità. Consiglio l'ascolto osservativo di queste che, più che fotografie, sono, veramente,  frammenti archeologici utili alla comprensione del presente.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2418012394176287005-4604800514788157286?l=lucedellavacuita.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lucedellavacuita.blogspot.com/feeds/4604800514788157286/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=2418012394176287005&amp;postID=4604800514788157286' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2418012394176287005/posts/default/4604800514788157286'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2418012394176287005/posts/default/4604800514788157286'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lucedellavacuita.blogspot.com/2008/12/junger-fotografo.html' title='Junger fotografo'/><author><name>pensieri senza pensatore</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00258768761572805345</uri><email>fabio.massimo@infinito.it</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='05805179714151771057'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_Fzwl2JQbYEM/STY6fkmQKmI/AAAAAAAAAH4/yQHyouUN0K8/s72-c/Junger1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry></feed>